Attività di Social Network può influire sul posizionamento ??

Cerchiamo di capire oggi qual è la correlazione fra un contenuto che viene prodotto, ovviamente su un sito Web, e i social network tra cui Facebook, Google Plus e tutti gli altri. Ovviamente se tendiamo a parlare con molti  specialisti del settore dell’indicizzazione … la loro posizione sarà sempre quella che il social network “non incide molto” su quello che riguarda il posizionamento del sito Internet. Diciamo che lo vedono o ancora un po’ come un “binario parallelo” ma in realtà, oggi, da molte prove sul campo e dimostrazioni ci sono dei segnali precisi che il social network influisce abbastanza su quello che è il posizionamento sulla serp.

Addirittura gli specialisti del settore sono un po’ in contraddizione tra di loro perché affermano quanto sopra ma poi vedi che la loro attività sui social network, per quanto riguarda il loro lavoro, è piuttosto consistente. Ovviamente se vai a “interrogare” qualcuno di loro … ti rispondono sempre che loro scrivono “per se stessi”….
Ma sappiamo che alla fine questo non è vero perché se tu scrivi “per te stesso” non scrivi un blog oppure sul social network…. Apri un documento di Word e scrivi….!!!

Ma torniamo alla questione dei social network : perché un social network che dovrebbe influire sul posizionamento nella ricerca di Google? Innanzitutto diciamo che su un social network che l’attività fondamentale è la condivisione; tutti noi condividiamo testi e immagini ma soprattutto condividiamo spesso dei link! Ora … se un link è condiviso molte volte su un social network…. il motore di ricerca non può “ignorare” questo comportamento. Una grande condivisione …. vuol dire che quel contenuto interessa molto gli utenti e i motori di ricerca … devono tener conto di questo aspetto per quanto riguarda quel preciso link.

Avete mai notato che molti siti Internet, quando scrivono un articolo, mettono sempre sul fondo una barra di condivisione sui social network?? Molto spesso, anche per far vedere la potenza di quel sito Web…. questa barra di condivisione tende a contare il numero di clic ricevuti …e potremo vedere alcuni numeri, ad esempio, 100 condivisioni su Facebook, 40 a condivisioni su Twitter…. Ora secondo voi… I motori di ricerca possono ignorare questo parametro che viene dalla collettività delle persone? Sicuramente no!!! Perché se molte persone hanno condiviso un articolo vuol dire che lo hanno trovato interessante è il motore di ricerca, anche se molti continuano a dire che non c’è correlazione, non si fa sfuggire questo aspetto!

Fate attenzione però perché se “andrete in giro” a chiedere informazioni su questo aspetto … Riceverete la risposta opposta, ovvero che se un contenuto è ben indicizzato su Google … allora è per quello che riceve molte condivisioni (e nessuno affermerà al contrario). Sicuramente questo aspetto può essere anche considerato… Così oggi ma un domani sicuramente i social network avranno molta più influenza su quello che riguarda il posizionamento. Se prendiamo come esempio Google stesso possiamo notare che i contenuti condivisi su Google Plus o quelli che dispongono di “authorShip” a volte si piazzano molto meglio di altri.

A questo punto la domanda viene spontanea : come si usa il social network per aiutare nel posizionamento del nostro sito Internet?

Innanzitutto diciamo che l’attività di spalmare link sul social network non ha nessun effetto!! L’obiettivo del social network è fare in modo che l’utente sia “fisicamente lì” sopra quando deve fare delle attività quindi privilegia molto i contenuti o le immagini che vengono inserite direttamente dall’interfaccia. Questo perché il social network ha molto interesse a tenere gli utenti sulla propria pagina e sicuramente non ha interesse a farli uscire … quindi bisogna stare molto attenti quando si utilizzano i link perché se li utilizziamo nudi e crudi potrebbe essere un aspetto controproducente. A seconda del social network su cui ci troviamo è necessario condividere qualcosa scrivere del testo e poi se possibile posizionare un link al
nostro sito Internet.

Un altro aspetto molto interessante può essere quello di approfondire l’uso dei plugin sociali che molti social mettono a disposizione. Per fare un esempio diciamo una cosa del genere : Google ovviamente ha “il pieno controllo di Google” quindi quando si utilizza il plugin sociale che fa +1 su una pagina è ovvio che il motore di ricerca se ne accorge e se 10.000 utenti fanno clicca su +1 il motore di ricerca non può ignorare questo aspetto.

Un’altra nota interessante è l’aspetto che sul social network non bisogna mai esagerare. Avete presente molti utenti che condividono circa 20 cose allora? Ovviamente il loro lo fanno per se stessi o per divertimento ma il contenuto è molto invasivo e se si sta parlando di pubblicizzare un’azienda un prodotto potrebbe volerci poco a farsi “prendere sulle scatole” (e farsi buttare fuori dalla TIMELINE delle cose importanti del social network). Una buona idea potrebbe essere quella di condividere un contenuto due o tre volte al giorno e io consiglio di fare
attenzione anche agli orari in cui si fanno queste condivisioni.

Ad esempio condividere un contenuto alle sette del mattino potrebbe essere veramente inutile perché molte persone sono ancora a fare colazione…. Condividerlo alle nove del mattino potrebbe essere ancora non molto pratico perché le persone sono appena entrata al lavoro…. Una buona idea potrebbe essere quello di condividere qualcosa a metà del mattino nel momento in cui molte persone si concedono una pausa caffè. Questi aspetti per quanto sembrano semplici non sono totalmente da ignorare perché altrimenti rischiamo di pubblicare contenuti che non raggiungono veramente il pubblico che vogliamo raggiungere. Facciamo un esempio di pubblicare qualcosa gli interessi il lavoro di imbianchino : ovviamente l’imbianchino di giorno lavora sicuramente non ha il tempo di guardare Facebook. Quando lo guarderà allora?? Probabilmente dopo cena quando potrà concedersi un momento di
hobby.

Un ultimo consiglio potrebbe essere quello di affrontare il social network con lo stesso spirito con cui la gente lo vive. Ad esempio tutti sappiamo che Facebook è un social network molto più “giocoso” rispetto a Twitter …. Pertanto il nostro messaggio o il nostro link devono sempre avere una correlazione all’ambiente in cui stiamo facendo post. È inutile essere troppo professionali o sembrare addirittura automatizzati. Alla fine non saremo simpatici ai “frequentatori della piazzetta”. Però ovviamente bisogna fare attenzione a come impostiamo i nostri contenuti perché siamo un’azienda che produce, ad esempio, PeaceMaker è ovvio che non possiamo affrontare il tutto con tono scherzoso ma dobbiamo bilanciare la nostra professionalità con il social su cui andremo a scrivere

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Fonti : I motori di ricerca aumentano il traffico ma, Posizionamento Google, Posizionamento Google con Google Plus, Posizionamento Google e Social Network, SEO e Social Network influenzano Google e motori di ricerca, social network che fa il motore di ricerca, social network e mori di ricerca, Social network nell’ottimizzazione

Estensione del Dominio e SEO…ci sono svantaggi??

In questo articolo vogliamo parlare di estensioni di domini (it, com, net, org…) in quanto ci sono arrivate delle “segnalazioni” del fatto che nel mondo sia diffusa l’idea che i domini registrati con alcune estensioni siano più “indicizzabili” dello stesso dominio registrato con altre estensioni. Alcuni ritengono che i domini .com o .net siano le estensioni più indicate per la rete …. a discapito di altre estensioni che sembrano piacere meno …come il .biz o il .it.

Personalmente (ma voglio sottolineare il fatto che questa è la mia opinione!!)  ritengo che questo tipo di articoli siano scritti da hosting provider o compagnie di vendita di siti Internet per spingere l’utenza verso alcuni dei domini con un prezzo più caro. Facciamo un esempio: se i domini .Info hanno un costo maggiore dei domini .Com è possibile che alcune compagnie di registrazione cerchino di inviare il cliente verso quel prodotto. Oppure è possibile che alcune compagnie non possano registrare alcune estensioni e allora cercando di “deviare” il cliente verso quello di cui dispongono.

Oggigiorno sembra che il nome del dominio, per quanto riguarda l’estensione, non sia di particolare rilievo per i motori di ricerca. La parte importante resta ovviamente il nome del dominio ma non la sua estensione.

Personalmente ho indicizzato qualunque tipo di estensione, ad esempio .name, con la stessa efficacia delle altre. C’è chi sostiene che alcuni motori di ricerca possano associare l’estensione del dominio a un rilevamento geografico (IT = Italia) ma anche queste ipotesi, per prove fatte sul campo, sono da ritenersi infondate perché associando a un’estensione geografica una lingua del tutto diversa (a livello di contenuti) il sito Internet viene comunque mostrato a seconda della lingua interna con cui è sviluppato.

Per concludere vi posso dire che le estensioni sono una caratteristica puramente geografica di preferenza ma l’estensione non influisce in modo particolare sul posizionamento serio del vostro dominio.

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Fonti : estensione dominio migliore motori di ricerca, estensione migliore indicizzazione, quale dominio registrare indicizzazione, quale estensione migliore indicizzazione, quale nome dominio motori di ricerca

Importanza del TAG Title

Non dimenticate mai il TITOLO (tag <<title>) !! Un titolo ben pensato, attira l’attenzione del lettore. Esso fornisce il primo contatto con l’utente e deve quindi essere originale, di impatto e contenere dell parole chiave che possano facilmente essere individuate da chi effettua la ricerca e allo stesso tempo aumentare la “considerazione ” della pagina da parte del motore. E’ consigliato quindi scrivere la propria key a sinistra all’inizio del titolo.

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Fonti : Codice Html per Motori di Ricerca, Indicizzazione per Essere primi su Google, migliori motori di ricerca, motori di ricerca, motori di ricerca italiani, pubblicare su google sito internet, pubblicita sui motori di ricerca, registrazione motori di ricerca, web agency

Google – Cos’è una penalizzazione e come riconoscerla

Cos’è una penalizzazione e come facciamo per riconoscerla?? come penalizzazione possiamo considerare un aspetto in cui, all’improvviso, una delle nostre parole chiave (più competitive, con le quali eravamo ben posizionati) fa un salto di pagina “all’indietro” e il nostro traffico di coda crolla. In un caso come questo…. come si fa a capire se si tratta di una penalizzazione oppure di un cambiamento dell’algoritmo di Google?? diciamo che non è facile distinguere …. ma i cambiamenti nell’algoritmo vengono “solitamente annunciati”.  Inoltre se questo aspetto è improvviso e quantitativamente molto pesante …è “sicuro”  che sia una penalizzazione. In fine … se sei un SEO “professionista” e sai di essere a
posto….. possiamo pensare che sia un cambio di algoritmo.  L’ultima possibilità da valutare… è che google ci abbia scritto “direttamente” 🙁

Ma perché avvengono le penalizzazioni??
Sostanzialmente Google pensa che sei stato un “birichin”o o hai commesso qualcosa che non va; è come se tu avessi dato del “doping” al tuo sito Internet senza rispettare le linee guida. Bisogna  fare attenzione perché le linee guida potrebbero avere delle regole “non scritte”.  Inoltre bisogna pensare anche al caso in cui un sito Internet, che è sempre stato in una certa posizione, possa avere una breve scalata verso l’alto per poi tornare nella propria posizione; in questo caso non si parla di penalizzazione (in senso stretto) ma l’algoritmo ha provveduto a analizzare il tutto (pseudo-penalizzazioni -rivalutazioni) e può essere il caso di un sito di commercio elettronico che quando nasce ha  molti prodotti da indicizzare.

i Tipi di penalizzazione sono diversi, vediamone alcuni:

– Site Wide : riguardano l’intero sito Web
– Penalizzazioni che riguardano precise parole chiave
– Penalizzazioni su script, quando si vuole far vedere qualcosa al navigatore che è diverso rispetto a quello che vogliamo far vedere al motore di ricerca (veniva fatto con l’utilizzo di Javascript quando il motore non lo interpretava)
– Gruppi di parole chiave con termini in comune ( ad esempio un gruppo di parole che contiene una località come ristoranti Firenze)
– Penalizzazioni su singola pagina, che riguardano pagine un po’ abbandonate o pagine con contenuti spam, o pagine per scambio link (non è molto comune)
– Penalizzazioni ancora più rare … riguardano una singola directory o gruppi di pagine collegate tra loro ad esempio una sotto sezione del sito che viene isolata
– Penalizzazione del pagerank, tipica dei siti che Google “sospetta” per fornire collegamenti utili affini di posizionamento (del tipo a pagamento)
– Esiste una penalizzazione che si chiama -950 che un preludio alla totale deindicizzazione
– Infine….La deindicizzazione  che è una cosa molto rara e capita di rado. Vuol dire che il sito Internet smette di esistere su Google

Durata delle penalizzazioni
Sinceramente non sappiamo “di preciso” la durata ma sembra che durano fino a quando le cause della penalizzazione non vengono perfettamente eliminate. Alcune volte si torna a posto anche senza aver fatto niente…. In pratica è come una sospensione dal Google ma nel frattempo dovevi mettere a posto altrimenti la sospensione diventava molto lunga.
Spesso anche dopo aver recuperato una penalizzazione non si ritorna ai livelli di posizionamento precedenti

I due algoritmi che più hanno penalizzato di più negli ultimi tempi sono stati Panda e Penguin. Il primo è rivolto prevalentemente alla qualità contenuti mentre il secondo rivolto prevalentemente alla qualità dei link. Questi algoritmi sono stati creati per “colpire fondamentalmente” tutti coloro che hanno abusato di regole di posizionamento nel tempo utilizzando tecniche che erano sgradite a Google ma che prima non era in grado di intercettare. Ovviamente l’impiego di questi algoritmi ha fatto in modo che i “siti molto studiati” per il posizionamento siano stati penalizzati (per qualche violazione nelle linee guida) e  ha consentito a molti siti,  addirittura non studiati per il posizionamento, di guadagnare molte posizioni senza aver fatto alcuna attività di seo.

Ottimizzare il contenuto
I meta tags sono ancora molto sopravvalutati (Meta keywords e Meta description) invece è molto meglio curare TITLE, i tag h1 e h2. Dobbiamo curare soprattutto il contenuto e scrivere in maniera naturale (quindi senza ottimizzare esageratamente il titolo o la densità delle parole chiave utilizzate).Per riassumere se Google “sente odore di intervento di
posizionamento” può controllare di più il sito Internet rispetto ad un altro dove non si è lavorato in modo approfondito. Per fare un esempio i SEO lavorano in modo molto accanito nel settore del turismo, auto usate, ecc
Le penalizzazioni sul contenuto sono determinate da aspetti come contenuti nascosti, ad esempio testo bianco su sfondo bianco oppure l’intercettare l’indirizzo IP di Google per far vedere al motore un contenuto diverso; questa è una penalizzazione che può durare molto tempo anche un anno intero. Un altro esempio di penalizzazione potrebbe essere la duplicazione di contenuti da altri siti Web come ad esempio i siti Web aggregatori o che pubblicano i newsgroup : Questi ultimi, per i contenuti simili, sono stati penalizzati perché erano tutti simili tra di loro. Un altro aspetto da tenere presente è il diritto di autore in quanto siti Internet che duplicano i contenuti (alcune volte) si sono posizionati meglio del sito dell’autore, perchè per la loro frequenza di aggiornamento venivano indicizzati prima dello stesso. Google sta ancora cercando il modo di correggere questo aspetto.

Un’altra causa delle penalizzazioni è quella che deriva dalla link (popularity). Questo accade quando si costruisce una rete di link per attrarre collegamenti e cerchiamo la qualità e la quantità di link:  Google La disincentiva in tutti i modi possibili. Quello che viene più penalizzato e l’acquisto di collegamenti, la vendita di collegamenti, i collegamenti utilizzati
come segnalibro,  il testo cliccabile come link, i collegamenti inseriti nel Footer e diffusi su moltissimi siti Web…..  in pratica tutto quello che viene concepito come non naturale nello sviluppo Web. Un aspetto che sembra essere molto diffuso (al giorno d’ oggi) è quello di usare la link popularity per “buttare giù” gli avversari in quanto, se si acquistano dei link da siti Web che lo fanno di lavoro,  si fornisce il collegamento al sito Web di un concorrente  e quest’ultimo potrebbe essere pesantemente penalizzato.

Bisogna fare molta attenzione per i siti Internet di commercio elettronico che sono divisi in più lingue: In questi casi si cade quasi sempre nel tranello di fornire link duplicati anche all’interno della stessa lingua. Esiste pertanto un attributo che si chiama HREFLANG che indica (a Google) di “inseguire” un collegamento solo per un sito Internet in una determinata lingua. Sempre per quanto riguarda i siti di commercio elettronico… non ci devono essere due collegamenti con contenuti identici e non ci devono essere contenuti diversi sullo stesso collegamento ( esempio cambio della lingua con una variabile di sessione). In questo caso conviene utilizzare siti Internet con nomi diversi e specifici per quella lingua. Se si utilizza un database di terze parti del nostro sito Internet è consigliabile riscrivere i contenuti oppure procurarsi i contenuti originali modificando i titoli, altre brevi descrizioni o
porzioni di contenuto nella pagina. Si possono utilizzare anche i commenti o le recensioni degli utenti per generare del contenuto originale. È necessario fare attenzione anche agli URL di una scheda prodotto perché se un prodotto appartiene a più categorie e si utilizza la categoria nell’URL potrebbe generare un problema perché sono dure URL diversi che arrivano a un contenuto identico: Questo può capitare quando si utilizzano i PERMALINK e i TAGS  su Word press.

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Fonti : Google penalizza sito web, penalizzazione Google, Posizionamento Google, sito web panlizzato, sito web penalizzato Google, suggerimenti Google posizionamento

Google Places è diventato Google My Business… quali novità??

Google My Business è il nuovo servizio dedicato alle imprese, in modo da “uniformare” tutti i servizi sotto un unica piattaforma e mettere in contatto un’azienda con i clienti che la cercano su Google, Maps o Google+.
Tra le novità principali della piattaforma possiamo trovare:

  • Modificare le informazioni della tua attività nella ricerca, su Maps e altrove
  • Condividere novità e aggiornamenti con i clienti
  • Rispondere alle recensioni
  • Scoprire in che modo i clienti trovano la tua attività

Gli utenti che accedevano già ai servizi Google Places per le aziende o alla Dashboard per le pagine Google+ si ritroveranno l’account aggiornato automaticamente a Google My Business.

Tra le principali “operazioni” che Google “Consiglia di fare”.. :
Assicurati che i tuoi contenuti siano sempre aggiornati e pubblici
Condividi le novità della tua attività, gli aggiornamenti importanti che ricevi dalla community e altro ancora.

Pubblica eventi e offerte esclusive
Puoi utilizzare gli eventi Google+ per promuovere le offerte speciali e le occasioni di vendita importanti e assicurarti un altissimo numero di visitatori.

Condividi belle foto di alta qualità
Usa lo smartphone o la fotocamera per scattare foto alla tua vetrina e ai prodotti più venduti.

Rispondi ai tuoi clienti
Considera i post come un dialogo. Rispondi ai commenti e segui a tua volta i tuoi follower.

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Fonti : come utilizzare Google My Business, cosa c’è di nuovo Google My Business, cosa cambia Google My Business, creare pagina Google My Business, esperto Google My Business, gestire Google My Business, Google My Business, impostare Google My Business, novità Google My Business

SEO – Come usare i blog per promuoversi sul TERRITORIO

La domanda che potrebbe “venire” naturale leggendo questo articolo potrebbe essere : “Ma parchè utilizzare un blog quando ho già un sito web?
E’ bene tenere presente che le persone “si fanno molto influenzare da una variabilità di fonti”; è vero che, per prima cosa, “visionano” il sito Web ufficiale (per prendere visione direttamente della realtà che stanno cercando) ma si lasciano anche influenzare la recensioni, blog e altri siti su cui è presente “direttamente” l’opinione dell’utente… il “navigatore” che è già passato in quella realtà, in quella struttura o in quel luogo.

Un blog molto seguito e pubblicato con costanza nel tempo … acquisisce un grande livello di fiducia, pertanto le persone lo seguiranno molto di più. Inoltre gli internauti partecipano spesso alle discussioni in modo anche molto acceso… se, per esempio, scriviamo di una gelateria della nostra città…. le persone possono accodare commenti o consigliare altri locali ( il pubblico si sentirà parte del blog stesso). Per fare un secondo esempio, qualche tempo, fa ho conosciuto una persona che aveva pubblicato su un blog NON SUO, ben oltre 500 recensioni di film che aveva visto.

Possiamo appoggiarci al mondo dell’blog per guadagnare visibilità. È possibile aprire un proprio blog personale oppure appoggiarsi a blog di altri. Ovviamente bisogna dedicare abbastanza tempo al questo “canale” se vogliamo che sia un lavoro premiante. In alternativa ci possiamo appoggiare a chi ha già un nome (es. GialloZafferano se scriviamo ricette…) o, per quanto riguarda il territorio, possiamo appoggiarci ai blog di viaggio.

Questo aspetto si può chiamare social media blogger in cui molti blogger si mettono insieme per dare voce a un unico grande canale. Ovviamente al blog si possono affiancare tutte le più comuni piattaforme di social network… e in molti casi Facebook è quello che riesce a veicolare il traffico. L’ aspetto “sul territorio” può essere chiamato anche blog tour in cui il blog viene scritto direttamente durante i giorni di un evento o di una particolare situazione. Questi blog vengono spesso realizzati con l’utilizzo di canali media, tra cui i filmati e youtube per fare in modo di “mostrare” direttamente alle persone l’evento o la situazione che si sta descrivendo. (Per fare un esempio : UmbriaontheBlog)
in riferimento al nome citato nell’ultimo esempio….è importante scegliere sia per i canali Twitter sia anche per il nome del blog un Hastgag corretto e che possa “piacere” alla situazione (e al pubblico)

Come è composto, nello specifico,  un social media team per chi vuole addentrarsi a usare il blog per promuovere il territorio? innanzitutto non è una “realtà” che una persona può realizzare da sola. Bisogna creare delle piccole squadre e in ognuna ci deve essere almeno un videomaker e, se proprio vogliamo, anche un istagramers. Ogni squadra avrà il compito di “raccontare una storia” che può essere contornata di foto, testi e video di un particolare territorio o di una particolare situazione. Successivamente tutto il materiale viene caricato sul blog e viene inviato al pubblico che sarà libero di commentare e votare. (es. BlogVille EMilia Romagna – Promosso dalla regione per due anni – invitati 120 blogger). Ovviamente questi blogger devono essere messi in una “condizione” di divertirsi e dare spazio libero alla fantasia…. Perché divertendosi daranno il meglio di loro sul progetto.

Veniamo al punto più interessante della discussione sul blog e quello che può essere scritto dai blogger : La critica.
Ovviamente se in un blog viene sempre “parlato bene di tutto” … potrà sembrare un contributo quasi fasullo (o pagato all’italiana). Può capitare che, qualche volta, un membro di una squadra possa portare anche una critica a una struttura, un evento, un’organizzazione: in questo caso ci sono idee differenti su come “vedere la situazione”. Il primo gruppo sostiene un’idea del tipo “se mi sono trovato male allora nel mio blog non ne parlo“. In questo modo si evitano critiche da parte dell’organizzazione e anche da parte delle persone che esprimeranno le proprie opinioni. Il secondo gruppo invece cerca di dare un’opinione … però “pesando” correttamente le parole. Ricordate che per la legge italiana ognuno è responsabile di quello che scrive sul proprio blog pertanto se si attacca direttamente qualcuno….. questo qualcuno può querelare e può anche vincere la causa.  Ovviamente un blogger, nella società odierna, è ritenuto “nessuno”….. Pertanto la prima domanda che può saltare in mente a chi legge un contenuto negativo può essere “ ma chi sei tu per poter dare e scrivere in rete un giudizio del genere?“. E’ un argomento molto delicato e in questo caso sarebbe pratico che ci fosse un referente (anche…revisore) con cui confrontare la propria opinione. Ovviamente bisogna fare anche attenzione alla “polemica” che un argomento simile può scatenare nei navigatori perché molti potrebbero essere d’accordo con un giudizio negativo sul blog e quindi, in rete, potrebbe accendersi un “flusso di idee e commenti” che che potrebbe andare avanti per parecchio tempo …e scatenare parecchi contenuti negativi a partire da un articolo non completamente negativo.

Con quest’ultima dritta, vi auguro “buon Blog” !!

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Meta tag robots – differenze tag index follow

Questo post dovrebbe essere “datato” 1998 (circa) ma considerando che c’è ancora chi “mi fa questa domanda” … lo scrivo.

Il meta tag “robots” ha lo scopo di indicare allo spider del motore di ricerca quali pagine indicizzare e quali invece dovranno essere saltate:  se volete che il vostro sito sia interamente indicizzato lo potete comunicare ai motori con questo tag. Purtroppo questo tag non è seguito da tutti gli spider e alcuni ….lo ignorano completamente.

Cosa significano index, follow e quali sono le differenze?

Alcuni esempi:

meta name=”robots” content=”index,follow”
meta name=”robots” content=”noindex,follow”

index“- Indica al robot (o spider) del motore, che questa pagina potrà essere indicizzata: si consente al motore di ricerca di inserire questa pagina nel suo database.

noindex“- Usando questo tag si informa il robot che la pagina corrente non dovrà essere indicizzata. Questa pagina, quindi, non apparirà nei motori di ricerca.

follow“- Quando si usa questo tag, si comunca la motore che lo spider deve seguire i link in questa pagina, per indicizzare anche quelle successive.

nofollow“- Questo tag indicherà al motore che dopo l’indicizzazione della pagina corrente non deve seguire altri link.

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Fonti : differenze tag index follow, differenze tag noindex nofollow, meta name robots, motori di ricerca robots

WordPress – escludere singoli articoli dall’indicizzazione

Al fine di evitare “contenuti” duplicati, potrebbe essere necessario ESCLUDERE singole pagine o addirittura singoli POST su WordPress dall’indicizzazione del motore di ricerca. Per farlo ci viene in aiuto il plugin : Meta Robots WordPress plugin

Una volta installato, il plugin generà un menù all’interno di ogni articolo e di ogni pagina per gestire gli attributi index e follow, senza dover intervenire su htaccess o su robots.txt

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Fonti : escludere singolo articolo da indicizzazione, WordPress escludere articolo indicizzazione, WordPress escludere pagina indicizzazione, WordPress indicizzazione noindex

SEO – un manuale da Tablet per Iniziare

Se siete “nuovi” al mondo del SEO e molte “parole” vi gettano nel panico, vi consiglio di leggere questo LIBRO GRATUITO:

Dalla A al Seo : Esci dalla crisi con i Social Networks
Di Raffaele Visintin

è un ottimo manuale, grande e completo. Affronta quasi tutti gli aspetti del mondo SEO e dei Social Network.
E’ gratuito, pertanto può essere scaricato da Google Play Store e consultato direttamente su un Tablet.
Potete completarlo in poche ore.

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Fonti : Manuale Seo, Manuale Seo gratuito, Libro Seo gratuito, Libro Posizionamento gratuito, Libro Posizionamento per iniziare, Seo da dove iniziare, Seo  come iniziare, Cosa leggere per Seo e Posizionamento

Google Analytics … numeri inferiori??

Facendo una comparazione con il LOG fornito (dal server) della società di Hosting….i numeri rilevati da Analytics sembrano davvero molto (troppo) bassi.
Non è possibile che, in un giorno in cui il Log riporta 30 visite…Analytics ne riporti solo 2.

Analytics si basa su un javascript eseguito lato client, per cui da un lato hai la ragionevole certezza che lo “user agent” sia un visitatore reale, dall’altra hai il problema (se così lo vogliamo considerare) di non beccare gli user-agent che non interpretano il javascript. Se, per qualsiasi motivo, Javascript non parte o non viene scaricato da Google, Analytics non ha idea che un utente abbia visitato quella pagina.

Sto pensando, per esempio, ai bot dei motori di ricerca, ai firewall, ai “paranoici” che disattivano javascript, e a quelli ancora più paranoici che blacklistano Analytics.
Ovviamente analytics conta le visite, se lo stesso utente ricarica la pagina più volte in un arco di tempo breve viene conteggiata come una sola visita, mentre altri sistemi di parsing log non hanno questa “intelligenza”.

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Fonti : Analytics valori bassi, Analytics misurazione, Analytics numeri diversi, Analytics numeri inferiori, Google Analytics, Assistenza Google Analytics

Certificato SSL sul mio sito web – come iniziare??

Secondo alcune “nuove voci” nel mondo del web, “non proteggere i siti con protocollo HTTPS” potrebbe significare molto di più di un punteggio leggermente inferiore nel rank di Google. Il colosso di Mountain View, infatti, sembra avere in programma un aggiornamento del Web browser Chrome, che potrebbe avvisare gli utenti avvertendoli sui rischi di visitare un sito non protetto da HTTPS (fonte HostingTalk)

Indipendentemente da Google Chrome….molti specialisti SEO sono già stati “avvisati” che la mancanza di Https/SSL su un sito web potrebbe compromettere il rank e il posizionamento. Per stare “al passo con i tempi”…è necessario installare (o richiedere) un certificato SSL sul proprio sito web.
La questione non è “semplicissima” in quanto “quasi tutti” i siti web sono in Hosting condiviso presso varie compagnie di gestione ed erogazione di servizio (es. Playnet, ecc.).

Per installare un certificato sul proprio sito ci sono due “domande” da richiedere alla propria compagnia:
1) se il nostro “piano” di servizio supporta questa caratteristica. Se ciò non fosse possibile sarà necessario richiedere l’aggiornamento (upgrade) ad un piano di hosting superiore che preveda questa funzionalità.
2) se il requisito 1 è “soddisfatto” è necessario richiedere il CSR relativo al proprio sito web.

Il CSR è (per dirla facile) una Maxi-Stringa che viene generata dal server WEB che contiene vari dati (es. nome del sito, referente, indirizzo, ecc.)
E’ fatta in questo modo :

—–BEGIN CERTIFICATE REQUEST—–
MIIC+jCCAeICAQAwgYcxCzAJBgNVBAYTAklUMQ4wDAYDVQQIDAVJdGFseTERMA8G
A1UEBwwIRmxvcmVuY2UxDDAKBgNVBAoMA1czeDEMMAoGA1UECwwDVzN4MRMwEQYD
VQQDDAp3d3cudzN4Lml0MSQwIgYJKoZIhvcNA

…e dovrà essere inviata all’autority che rilascerà il nostro certificato.

Per acquistare un certificato ci sono moltissime possibilità.
Personalmente ho usato quella più “economica” : namecheap (Comodo)
..ma come ho detto ce ne sono molte. E’ necessario effettuare una registrazione presso l’autority competente, inserire i propri dati e fornire il proprio CSR.
Sarà richiesta una verifica via e-mail, solitamente postmaster@sito.. , admin@sito… oppure un’altra casella a nostra scelta.
Il certificato verrà rilasciato dopo la verifica e sarà pronto per essere installato sul server (manualmente e/o dovrà essere inviato alla società di Hosting)

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Fonti : Installare certificato SSL, protezione https proprio sito, https come fare, come richiedere ssl, dove acquistare certificato SSL, certificato SSL low-cost, certificato SSL basso prezzo, installare certificato SSL sul proprio sito web, Come installare un certificato SSL nel mio sito Web, Certificato SSL e protezione dei dati, Qual e’ la procedura per l’installazione di un certificato SSL, Come si Installa un Certificato SSL, Come si acquista un Certificato SSL